MASTOPLASTICA ADDITIVA E-mail
Informazioni generali
 
L’aumento di volume della mammella viene realizzato mediante impianto di protesi al silicone. L’intervento si effettua in anestesia generale o loco-regionale con ricovero al massimo di una notte. Lavoro ed attività sportive sono ridotte al minimo per due settimane. Una mammografia preoperatoria è indicata per eventuali controlli futuri, i quali non verranno pregiudicati dalla presenza dell’impianto, sebbene sia opportuno avvertire il medico della presenza delle protesi. L’impianto di protesi non pregiudica un eventuale allattamento futuro e non aumenta l’incidenza di neoplasie, come dimostrato ormai da numerosi studi clinici. Le protesi al silicone sono prodotte da numerose case e con un numero enorme di modelli. Io impianto soltanto protesi di ultima generazione della ditta McGhan® commercializzate dalla ditta Allergan®. Sono protesi texturizzate, cioè a superficie ruvida, contenenti un gel di silicone che offrono a mio avviso la maggior garanzia di risultato.
Tutte le protesi sono accettate dall’organismo come un corpo estraneo, per cui è sempre possibile che vi sia un’intolleranza che solo in casi estremi può rendere necessaria la rimozione. Alla visita si stabilisce volume, forma, consistenza, proiezione, porta di accesso chirurgica. Normalmente il volume viene stabilito in base alle misure del torace, della mammella esistente e delle aspettative della paziente. E’ opportuno valutare la misura dell’impianto mettendo una protesi di prova dentro un reggiseno elastico non corretto e senza ferretto

L’intervento
 
La porta di accesso chirurgica può essere prevalentemente areolare od attraverso il solco sottomammario, mentre la tasca può essere preparata esclusivamente sotto la ghiandola mammaria nei casi in cui la ghiandola stessa sia ben rappresentata oppure in parte sotto la ghiandola, ma il margine superiore sotto il m. gran pettorale, perché in caso di poca ghiandola o di tessuto adiposo scarso, il polo superiore della protesi potrebbe essere visibile. Spesso si applicano due drenaggi in aspirazione per 24 ore. E’ indicata una profilassi antibiotica da iniziare pre-operatoriamente.
Può essere necessaria una notte di degenza. Un reggiseno elastico di tipo sportivo è indicato per contenere la medicazione. Dopo l’intervento il dolore sarà modesto ed un certo gonfiore persisterà per due settimane circa.
 
Dopo l’intervento
 
Le suture possono essere rimosse in V-VII giornata post-operatoria; le complicanze immediate, rare, sono l’infezione o l’ematoma. La complicanza non rara, circa 6%, resta invece la reazione capsulare: essendo la protesi un corpo estraneo, l’organismo può costruire intorno una capsula che la ingloba, creando in casi estremi addirittura la “reazione a palla” che rende l’impianto rotondo come una palla e duro. Siccome questa reazione si verifica lentamente nel tempo, sono utili controlli periodici per prevenirne la formazione ed instaurare opportuna terapia.
L’attività fisica normale può essere ripresa dopo due-tre settimane, tenendo comunque presente che in un trauma la protesi può rompersi. La rottura spontanea invece è molto rara, almeno nei primi dieci anni. Dopo questo periodo può essere indicata la sostituzione.

 

 
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Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttivo-Malformativa ed Estetica. Già Direttore U.O. Complessa di Chirurgia Plastica e Centro Ustioni, Osp. Cisanello - Pisa. Centro di Riferimento Toscano per la Labiopalatoschisi . Professore a Contratto presso le Università di Pisa, Siena e Parma.